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Metodo EASY di Tracy Hogg per il sonno del neonato

Aggiornamento: 4 apr 2022


Tracy Hogg sonno neonato

Che abbia già avuto un bambino oppure che si sta preparando ad averlo, un genitore si trova comunque a dover affrontare per 9 mesi lo stesso pensiero: “chissà come sarà il nostro piccolo?


Inizia quindi la ricerca di tutte le informazioni necessarie per riuscire a diventare un genitore consapevole. I libri sono spesso la migliore risorsa che permette di approfondire molto aspetti.


Se anche tu hai già consultato alcuni libri sui neonati oppure lo stai facendo in questo momento significa che probabilmente avrai sentito parlare del volume “Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg.


Nel suo libro, Tracy Hogg ne descrive approfonditamente il metodo che si basa sulla comprensione e sul rispetto del bambino in quanto essere al pari dell’adulto, se non per la differente capacità comunicativa. L’adulto riesce a esprimersi con le parole mentre il bimbo utilizza prevalentemente il pianto.

Tracy Hogg afferma che il piccolo ha una propria individualità e dei bisogni personali.


Ma in cosa consiste il metodo? Quali sono i passi da seguire? Risolve davvero i problemi del sonno?


Di seguito andiamo a rispondere a queste domande.

 

Indice

 

Metodo E.A.S.Y.: principi fondamentali

Il metodo E.A.S.Y. di Tracy Hogg parte da questo presupposto: il bambino deve essere in grado di addormentarsi in autonomia e in modo naturale e sereno. Qualora ne abbia bisogno deve poter comunque contare sul supporto di mamma e papà.


Inoltre, il metodo si basa sull’assunto che i neonati possono essere suddivisi in base al loro temperamento. Secondo Tracy Hogg ci sono cinque tipologie di neonati: il tipo da manuale, l’angelico, il sensibile, il vivace e lo scontroso. Riuscendo a individuare il temperamento del neonato è possibile comprendere in anticipo il suo comportamento.


L’obiettivo del metodo Tracy Hogg è quello di instaurare una routine che permetta al neonato di avere maggiore sicurezza e tranquillità. Le routine donano conforto al bimbo proprio perché creano condizioni facilmente prevedibili da lui.


E.A.S.Y. è il nome della routine studiata e creata da Tracy Hogg. È molto semplice da seguire: basterà applicare le 4 fasi del metodo per permettere al bambino di sapere con esattezza quale azione compiere e addormentarsi correttamente.


Metodo E.A.S.Y.: le 4 fasi del metodo

Il metodo consiste nella creazione di una routine organizzati in 4 fasi: mangia (eat), attività (activity), nanna (sleep), tu (you) - l’acronimo E.A.S.Y. è infatti l’unione delle iniziali dei termini in lingua inglese delle relative fasi. Queste fasi formano un ciclo della durata di circa tre ore.


La prima fase (Eat) è quella dell’alimentazione del neonato al seno oppure al biberon. Il piccolo si sveglia e avverte la necessità di mangiare. La mamma interviene fornendogli tutte le energie di cui ha bisogno.


Nella seconda fase (Activity), dopo aver mangiato, il piccolo inizia a fare delle attività. Ovviamente, quando si parla di bambini di pochi mesi, le attività saranno rimanere nella culla a guardarsi intorno e fare dei versetti, farsi pulire e cambiare di vestiti dalla mamma o semplicemente ricevere delle coccole. Questa fase è importante perché permette al genitore di instaurare un forte rapporto con il proprio figlio.


Una volta che il bambino è sazio e ha fatto le attività quotidiane, arriva la terza fase (Sleep), la fase del sonno. Tracy Hogg consiglia di mettere il bambino nel suo lettino quando è ancora sveglio e, appena inizia a piangere, di prenderlo in collo calmandolo con tenui pacche sulla schiena. Per i bimbi più grandi (più di 6 mesi), mamma e papà dovrebbero tranquillizzarlo con la propria voce attraverso dei dolci sussurri. Una volta smesso di piangere, i genitori possono rimettere il piccolo nel lettino. Si dovrà prenderlo in collo e riposarlo nel letto fino al momento in cui non si addormenti definitivamente.


La quarta e ultima fase (You) rappresenta il momento in cui la mamma (o il papà) finalmente dedica del tempo per se stessa. In questa fase è consigliato svolgere le attività quotidiane, fare magari una doccia e rilassarsi. È importante che il genitore ritagli del tempo per se stesso per non trascurare i propri interessi e le proprie necessità.


Metodo E.A.S.Y.: alcune opinioni

Un aspetto da considerare del metodo E.A.S.Y. riguarda l’esposizione prolungata del bambino al pianto. Con l’obiettivo di renderlo autonomo nel sonno, il piccolo viene lasciato per alcuni periodi temporali a piangere da solo senza essere subito coccolato dai genitori. Stimoli così stressanti dal punto di vista psicologico non aiutano il bambino nella sua crescita.


Inoltre, la routine descritta da Tracy Hogg potrebbe essere troppo rigida. Può essere utilizzata come linea guida, senza però diventare così meccanica da perdere quella spontaneità e naturalezza tipica del rapporto tra genitore e figlio.


Infine, è corretto avere una indicazione dei temperamenti del bambino per capire quali tipi di comportamenti potrà avere e come comportarsi di conseguenza. Tuttavia, bisogna sempre trattare il piccolo come un individuo, capire le sue esigenze, comprendere i suoi cambiamenti senza catalogarlo come un oggetto.


Conclusioni

Il metodo E.A.S.Y. di Tracy Hogg può essere utilizzato come ottimo spunto al fine di comprendere i bisogni del neonato.

È necessario però considerare che non è possibile trattare i neonati in modo standardizzato con sistemi educativi validi per tutti. Applicare un metodo in modo rigido potrebbe non portare i risultati sperati.

In realtà, la soluzione risiede proprio nella comprensione dei suoi bisogni individuali e del suo comportamento.

Clicca questo link per leggere l'articolo sui touchpoint del neonato e scoprire come cambia il suo comportamento, di mese in mese.

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